Gianfranco De Franco, Imago – concerto live – Corsie Festival

evento concluso
Corsie Festival - Live music

Nel nuovo progetto discografico, prodotto dalla Icarus Factory, De Franco si spinge nella sua dimensione più intima per scovare sonorità, sensazioni e immaginari visivi che lo conducono all Imago.

Imago è la capacità mentale di creare un turbinio di “immagini” interiori capaci di scalfire, penetrare e demolire la materialità del presente: la realtà! Capacità agevolata attraverso la sintonia meditativa tra il respiro sonoro (suono) e il respiro biologico, capaci di portarci a diretto contatto con il nostro inconscio.” (G. De Franco).

Il percorso del disco conduce in un’atmosfera onirica popolata da suoni, voci, ritmiche che tendono a proiettarci all’interno della nostra esistenza, fatta di tante dimensioni e di tante porte che ci conducono verso il nostro IO.

Il soffio che finisce su un’ancia e libera note in sequenza è una delle azioni più ardimentose, fragili, analogiche che ci siano…Gianfranco De Franco parte da questo atto sciamanico per cesellare da novello alchimista un alambicco che comprende, oltre alle turbolenze delle sue ance, anche contributi digitali d’ogni tipo: sommessi borbottii ritmici, escrescenze telluriche, tenui massaggi percussivi che spesso hanno un ruolo timbrico e si esentano dall’assumere quello di una semplice filiazione del groove. La musica di “Imago” non è quasi mai semplice, conciliante, rilassata, descrive ambienti urbani ossessivi e incattiviti che parlano di “Delirium”, di “Fabbrica Malata”, di “Polvere”, di “Tunnel”, e si concede un momento di pausa introspettiva solo all’inizio e alla fine del viaggio, con “Ero pensiero” e soprattutto con gli ambienti bucolici di “Pensieri come farfalle”…E’ un viaggio periglioso quello di questo album, un viaggio pieno di agguati sonori, che non vi fanno mai abbassare la guardia e che, proprio per questo, danno un senso al concetto di “adrenalina d’ascolto”. “Imago” riguarda quindi le sembianze dei musicisti coinvolti nel manovrio degli strumenti, ma si trasfigura anche nell’astante che approfitta delle traiettorie innescate da questo stesso manovrio. Come i passeggeri di un aereo, anche chi usufruisce di questa musica, non può disinteressarsi del tutto né delle esuberanze, né delle follie, né delle paranoie del pilota.

Valerio Corzani