Animale umano

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TERMINATA
Animale umano
Incontro con il regista Alessandro Pugno - presenta il prof. Fabio Melelli.
Animale umano
(id)
Regia: Alessandro Pugno
Cast: Ian Caffo (Matteo bambino); Silvia Degrandi (Cristina / madre di Matteo); Paola Sotgiu (Carla / nonna di Matteo); Guillermo Bedward (Matteo ragazzo); Donovan Raham (César); Antonio Estrada (Augusto / maestro); Brontis Jodorowsky (Eduardo / padre di César); Juan Quiñones (Juan / addestratore)
Genere: Documentario
Durata: 93 min. - colore
Produzione: Italia (2024)
Distribuzione: Draka Distribuzione
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Evento: Fabio Melelli presenta Alessandro Pugno ore 16:00

Bisogna diventare eroi per essere uomini?
In una piccola città del nord Italia, un bambino, Matteo, cresce circondato da bare e con la
madre gravemente malata. Sogna di andare via e morire da eroe in un’arena. Nelle praterie
dell’Andalusia, un vitello, Fandango, viene allevato per diventare un toro da corrida. Matteo e
Fandango crescono in mondi distanti e paralleli ma un giorno dovranno incontrarsi e affrontarsi,
davanti a migliaia di persone.

NOTE DI REGIA

Animale | Umano è un’opera cinematografica che si
serve della tauromachia come pretesto narrativo
per raccontare una storia senza tempo e universale,
che mette in questione le definizioni “animale” e
“umano” per chiedersi che cosa le accomuni.
Matteo e Fandango crescono in mondi molto
diversi ma le loro vite si riflettono l’una nell’altra.
Lasciando l’infanzia per diventare adolescenti e poi
adulti, sperimentano le stesse gioie e sofferenze: la
perdita della madre, l’amicizia e la solitudine, la lotta
per la sopravvivenza.
In questo gioco di specchi, il finale è inscritto in
un’unica premessa: uomo e animale si batteranno
nell’arena davanti a migliaia di spettatori, riunitisi
per prendere parte al rituale.
Come in una tragedia greca, la corrida diventa
metafora della vita umana e animale, della corsa
inconsapevole dei protagonisti verso il proprio
destino, della lotta di tutti gli esseri senzienti
attanagliati dal dolore e dalla morte, di fronte ai
quali solo può sorgere un sentimento di profonda
compassione.