CATERINA CASELLI – UNA VITA, CENTO VITE

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TERMINATA
CATERINA CASELLI – UNA VITA, CENTO VITE
Il racconto unico e senza tempo di una grande figura della cultura italiana, icona di avanguardia musicale e di costume.
CATERINA CASELLI – UNA VITA, CENTO VITE
Regia: Renato De Maria
Cast: Caterina Caselli
Genere: Documentario
Durata: 96 min. - colore
Produzione: Italia (2021)
Distribuzione: Nexo Digital

ine anni Cinquanta, provincia di Modena. Una ragazzina coraggiosa e intraprendente vuole a tutti i costi cantare. Prende lezioni da un maestro di musica, fa gavetta prima nei “teatri vicini alle canoniche” e nelle balere, partecipa ai concorsi per voci nuove. Col gruppo “Gli amici di Caterina Caselli” si fa notare dagli Equipe ’84 da cui è scortata a Roma, a tentare il salto. Basterebbe un incontro fortunato, che infatti avviene: il presidente della Compagnia Generale del Disco (CGD) le offre un contratto. È un editore musicale di origini ungheresi, poliglotta di grande cultura e senso degli affari: Ladislao Sugar (vero nome: Lázló Sugár, in un’intervista tv ne sentiamo pronunciare correttamente il cognome, che non è la parola inglese per “zucchero”). Una manciata di intensissimi anni di Cantagiro, Sanremo, musicarelli, trasmissioni tv con Gaber e Boncompagni, rocamboleschi viaggi in auto per un’Italia che ha voglia di sognare, ballare e avere un vinile da comprare in ogni stagione. E infatti i dischi si vendono a palate.

Dietro la popolarità travolgente, un insieme di fattori. Lo spirito di cambiamento nell’aria di fine Sessanta, la voce rock e melodiosa, sorriso killer, caschetto biondo distintivo, movenze beat, e, tra i molti singoli d’impatto, un po’ di fortuna nel volere due canzoni rifiutate da altri: Nessuno mi può giudicare, che da tango proposto a Celentano si trasforma in inno generazionale protofemminista e shake, e – più tenacemente – Insieme a te non ci sto più, pensato per la band di Maurizio Vandelli e trascritto per lei da Paolo Conte in Si naturale appena prima dell’incisione.