Nottefonda

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TERMINATA
Nottefonda
Un travolgente piccolo congegno ad orologeria. Una storia che lo spettatore vorrà rivedere.
Nottefonda
(id)
Regia: Giuseppe Miale di Mauro
Cast: Francesco Di Leva, Mario Di Leva, Adriano Pantaleo, Dora Romano, Giuseppe M. Gaudino.
Genere: Drammatico
Durata: 92 min. - colore
Produzione: ITA (2024)
Distribuzione: Cinecittà Luce
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Sabato 17 Maggio alle 21:30 saranno presenti in sala il regista Giuseppe Miale di Mauro e il protagonista Francesco Di Leva, fresco vincitore del David di Donatello come Miglior Attore Non Protagonista.

 

Ciro è un uomo allo sbando dopo la perdita della moglie. Vuole trovare chi l’ha investita e uccisa sulla strada di notte. Ogni notte. In questa ricerca ha perduto sé stesso, il senso del tempo e la possibilità di far vivere una vita normale al figlio Luigi, tredicenne, un ragazzino costretto a crescere in fretta per trattenere il padre dalla discesa negli inferi. Una via crucis dell’elaborazione di un lutto difficile da superare. Ma il loro destino è già scritto, e durante l’ultima “Nottefonda” dovranno affrontarlo.

 

“Vorrei raccontare il dolore di un uomo che aveva tutto e all’improvviso non ha più niente”.

 

Questa è stata la mia risposta a Bruno Oliviero quando mi ha chiesto cosa volessi raccontare con questo film. Ci ho messo un po’ a capirlo. Questa storia è dentro di me da molto tempo, ormai. Ho scritto il romanzo qualche anno fa e da allora l’ho raccontato nelle molteplici presentazioni che si sono susseguite. Fino a non poterne più, come accade spesso a chi racconta storie.

Poi ho capito che il libro poteva diventare una scatola da cui raccogliere pezzi per costruire una nuova storia. Così mi sono concentrato a raccontare la storia di un uomo disperato, in lotta perenne con la sua ferita inguaribile. Un uomo che aveva tutto e all’improvviso non ha più niente, appunto. Un uomo costretto a elaborare un lutto difficile da superare e che lo fa attraverso notti infernali – tutte uguali – alla ricerca di un colpevole introvabile. Un uomo che ha affidato al crack la panacea di una realtà divenuta insopportabile e che sopravvive di allucinazioni emotive.

Volevo avere un film guida che ispirasse stilisticamente questa mia prima avventura cinematografica. Ne ho visti a centinaia e ho cambiato mille volte idea, ma poi alla fine l’ho trovato: Belfast di Kenneth Branagh.

Ho capito che volevo raccontare Napoli come una città universale dove collocare il mio protagonista e la sua storia umana. Farlo vagare in una città notturna, piena di gru del porto, di rumori di muletti in azione, di container pronti a partire, di sabbia nera del vulcano e mare grigio d’inverno, di cavalcavia isolati e di strade periferiche e buie. E poi un’auto, quella di Ciro, che le percorre. Sullo sfondo: il Natale che illumina le case degli altri e mette tristezza a chi non ha niente da festeggiare.

Giuseppe Miale di Mauro